Quiz monetario

Vediamo chi indovina cos’ha di speciale questo importo: 3,88 eur. Mi è capitato una volta al market di riceverlo come resto…

Stop the Pigeon

L’altra settimana si è impattato sul nostro vetro un piccione; per fortuna se ne è andato indenne. Oggi ho scattato una foto del punto dove è “crashato”.

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Ode a Patrizio

Durante i classici discorsi che si fanno a tavola io ed Andrea (il marito di mia cugina) abbiamo scoperto l’altra sera di avere condiviso lo stesso insegnante di chimica, e così abbiamo iniziato a raccontare aneddoti su questa persona che devo dire ha veramente rallegrato un anno della mia vita.

Il primo giorno: ingresso in aula, si siede alla cattedra e si presenta in questo modo: “Aò, ssso Patrizio Quadernucci, e ssso romano ddde Bbbbobbio”. E già lì ho capito che era un mito.

Gli episodi da raccontare nell’UNICO anno che ho studiato chimica sono veramente troppi, e non li ricordo neanche tutti, ma i migliori sono i seguenti:

1. Prima lezione in laboratorio: si siede alla cattedra della piccola aula antistante al laboratorio con una caraffa d’acqua ed un recipiente contentente un liquido scuro. “Mo rrragazzi ve faccio vedè una cosa, aò, sto liquido è petrolio e ddentro ce stà der sodio. Mo pijio un pezzo e… che cc’avete le carpette rriggide? Bravi, mettetevele davanti”. A quel punto piglia un pezzo di sodio grosso come un pugno, lo lancia nella caraffa e si butta sotto alla cattedra. I vetri li staranno raccogliendo ancora oggi.

2. Durante una lezione, il buon Marco Scaglia sta tranquillamente giocando con il mio Game Boy (quelli belli di una volta con lo schermo grigio) infilato sotto il banco, con lo sguardo basso. Dopo un pò Patrizio si ferma, lo guarda e gli fa: “Aooo, Scaja, che te stai a gguardà che li ssotto nun c’hai niente!”

3. Sempre Scaglia, chiamato alla lavagna durante la prima interrogazione. “Aò Scaglia, mò me sscrivi a formula del Sodio.” NA. “A Sssscaglia, che ttò chiesto a formula der Ssodio, no a targa de Nnnapoli!”

4. Laboratorio: tralasciando gli esperimenti tipo la distillazione della grappa o la creazione delle puzzette, normalmente utilizzavamo composti diluiti, soprattutto per quanto riguarda gli acidi. Raramente, ci veniva dato accesso all’acido solforico puro, ed io ero noto per l’incredibile abilità a combinare danni. Per questo motivo, il buon Patrizio mi marcava perennemente stretto. Durante uno di questi esperimenti “pericolosi”, mi giro e mi scontro con il prof, facendo cadere la provetta piena d’acido sulle sue Reebok Pump APPENA comprate. Ho visto chiaramente sprigionarsi una nuvola di fumo e la plastica che si scioglieva. L’unico commento che ho ricevuto è stato: “Aò, Rossi, nun te dico niente perchè è corrpa mia. Così imparo a sstarte lontano.”

5. Arrivo a fine anno, con un bel 5 di media, unica materia insufficiente. Mica per colpa sua, è che proprio la materia non mi andava giù. A tre lezioni dalla fine, entra in aula per interrogare. “Aò, ce sssò volontari?” Io alzo la mano e vado alla lavagna. “Aò Rrrrossi, mò me scrivi à formula dell’ortobismutato de tellurio”. Panico, chiaramente vado al posto senza concludere un tubo. Volta dopo, stessa scena, altra formula assurda. Terza volta e ultima lezione: esco e mi fa: “Mò me scrivi a formula der sale da cucina”. NaCl. E lui “aò, Rrrossi, mò te ddo ssei, ma NUN ME ROMPE PIU’ LI COJJONI!”.

Grazie Patrizio, e se qualcuno ha degli aneddoti da aggiungere, SCRIVETE !!!!

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