febbraio 20, 2006
Senza Titolo
Ieri me ne stavo andando tranquillamente a messa, quando con la coda dell’occhio ho visto qualcosa che mi saltava sotto alla macchina da una collinetta di fianco. Ho fatto giusto in tempo a spostare lo sguardo nello specchietto retrovisore per vedere uno scoiattolo che saltava, impazzito e scoordinato, in mezzo alla strada fino a trascinarsi sul ciglio.
Era una creaturina bellissima, con un piccolo filo di sangue sul petto candido che mi guardava con il suo grande occhio nero accusatore; girandolo mi sono accorto che l’altro occhio era attaccato solo con un piccolo filo di pelle, penzolante all’altezza della bocca. Ho preso questo corpicino caldo, l’ho avvolto in un maglione e l’ho portato a casa.
Una volta mi hanno investito un gatto, che era ridotto ancora peggio; senza un occhio e mezzo schiacciato. In venti giorni di riposo e latte caldo, si era ripreso, anche se non era più così bello da vedersi.
Purtoppo, lui non ha avuto la stessa fortuna. Arrivati a casa, era già più freddo, l’occhio era ora socchiuso, e il corpo iniziava ad irrigidirsi. Stamattina ho dovuto constatarne la morte, e ho chiesto a mio padre di scavagli una piccola fossa.
Forse questo post vi sembra stupido, ma dovreste provare per una volta a passare una giornata con queste creaturine nel bellissimo parco di Nervi, e forse capireste il senso di colpa che provo.


6 Commenti







??? post stupido ???
direi proprio di no… intanto perché dimostri un grande senso del dovere (molti non si sarebbero nemmeno fermati) e poi perché già solo il fatto che esistano ancora gli scoiattoli è una notizia da prima pagina…
A me è successa una cosa strana, anni fa: tornando dalle ferie, sono arrivato nella zona della Brianza intorno alle 5 del mattino, facendo una stradina di campagna (più per abitudine che per necessità), subito dopo una curva, sento una serie di “schicc… schiacc…”
Mi fermo (indormento per il lungo viaggio e per l’ora) e realizzo che, tappezzando tutta la strada, “dormivano” degli uccellini piccolissimi (non chedermi cosa fossero) e che io ne avevo “schiacciati” almeno 4…
La cosa più assurda è che gli altri non si sono nemmeno mossi, ed erano vivi! perché mi sono avvicinato e ne ho toccato uno con un piede e questo si è agitato ed è volato via…
Sembravano in catalessi (sarà stato il calore? l’umido? l’asfalto? o forse come “difesa” restano immobili? mah!)…
Per evitare che qualche altra macchina facesse una vera “strage” ho cominciato a pestare i piedi e battere le mani in mezzo agli uccellini (che saranno stati una ventina) che alla fine si sono svegliati e sono volati via tutti insieme…
Beh… ci sono rimasto nettamente male… non mi era mai successo nulla del genere e se ci ripenso mi viene ancora la pelle d’oca…
Beh, un colombo si è suicidato contro il fanale destro della mia macchina. Il poverino si è alzato in volo proprio mentre stavo passando e mi ha centrato in pieno.
Sono stata male tutto il giorno. Spero solo sia morto sul colpo, era una strada trafficata e non potevo fermarmi.
Il primo trauma di cui mi ricordi risale a quando, bambino, vidi da meno di tre metri un passerotto sull’asfalto spiaccicato dalla ruota anteriore sinistra della Regata di mia zia che mi salutava allegra. Giornate orribili, quelle.
Ti capisco, mi dispiace perchè (se ti conosco bene) questo senso di colpa faticherà parecchio ad assopirsi. Sono anch’io un assassino involontario… Naturalmente ci dormo la notte, ma quelle sensazioni negative riaffiorano ogni qualvolta mi si ripresentano situazioni analoghe … come oggi col tuo racconto.
Ragazzi, purtroppo è così, non abbiamo il “ritmo” di vita che ci consente di badare con la dovuta attenzione a tutto ciò che facciamo … e ne fanno le spese quelle povere bestioline.
Non voglio dare consigli ma … a parte certe sere da locchi (… ehm …) io ho imparato ad andare più piano in macchina.
______________Andy
il problema, secondo me, è che gli animali (piccoli o grandi che siano) davanti ad una macchina, soprattutto di notte con i fari accesi, vanno talmente in panico che a volte hanno delle reazioni incontrollate ed imprevedibili: i gatti, per esempio, se stanno attraversando la strada e si sentono arrivare una macchina addosso, anche se sono quasi dall’altra parte istintivamente scappano da dove sono venuti, aumentando il rischio di essere investiti magari da un veicolo che arriva dall’altro senso!!!
Una sera, in montagna, mi sono imbattuto in un bellissimo capriolo fermo in mezzo alla strada… la strada era buia ed isolata ed avevo quindi gli abbaglianti accesi… beh! non si è mosso di un solo millimetro finché non mi sono trovato ad un metro da lui!
Ovviamente, avendolo visto prima, ho rallentato per spaventarlo il meno possibile e poterlo ammirare dalla macchina… ma giuro che ero quasi convinto di fare in tempo a scendere e accarezzargli il muso!
il rischio grosso si corre in autostrada dove, oltre al malcapitato animaletto, a rischiare la pelle sono anche gli automobilisti! Io ho visto il muso di un Alfa 164 distrutto per l’impatto con un cane in autostrada! e meno male che chi guidava ha potuto raccontarmelo!!!
MYNE> Grazie per la comprensione; quello che dici riguardo ai fanali è vero, ma è vero anche che le bestie non sanno (in genere) che la strada è pericolosa. Una volta mentre tornavo a casa la macchina davanti a me ha ucciso un capriolo (!) che il parco dello stirone aveva portato qui per “ripopolare”. Cioè, vai a prendere un animale a 1000mt, lo porti a 100 e perdipiù in una zona piena di strade. Teste di cazzo. Il tizio ha *disintegrato* la macchina e la povera bestia, che solo la mattina prima era a zampettare davanti a casa mia.
LISA> Una volta una civetta mi è volata frontalmente nel vetro della macchina (!); per fortuna andavo piano e deve avermi preso di striscio perchè mi sono fermato ma stava volando via.
SWAN> Capisco.
ANDY> Hai perfettamente ragione, me ne sono reso conto anch’io. Nell’ultima settimana sono salito a Vigoleno tenendo una velocità media di crociera di 30 Km/h; ho “risparmiato” un merlo, un topo di campagna (che probabilmente non sarebbero finiti sotto ugualmente) e notato una lepre al lato della strada. Se arrivo tardi, amen.