Oasi di Sant’Alessio

Per la prima volta ho deciso di fare un foto-post su uno dei luoghi più rilassanti che ho avuto il piacere di frequentare: l’oasi di Sant’Alessio con Vialone.

Giusto due parole su questa riserva; lo scopo che si prefigge è la cura degli animali (in particolar modo volatili) feriti, il ripopolamento e la reintroduzione di specie a rischio.

Le foto sono state scattate tutte quante da Cincia durante la nostra ultima visita. Anche il post lo sto scrivendo assieme a lei.

Il testimonial di questo post è l’airone cenerino, che abbiamo osservato in una zona aperta dell’oasi, dove gli uccelli in libertà vengono per trovare compagnia e un pasto sicuro.

Appena arrivati nel piccolo comune, ecco la prima sorpresa: le cicogne hanno nidificato sulla chiesa del paese, proprio davanti all’ingresso dell’oasi !!!

E’ il primo nido in un centro abitato che io e Cincia abbiamo avuto il piacere di osservare; finalmente in un comune si è ristabilito quel rapporto di rispetto tra cicogne e uomo che negli ultimi decenni si era interrotto.

Una volta entrati, i primi animali che si incontrano sono alcuni simpatici pappagalli e 4 tucani, unici uccelli “in gabbia” (anche se tutt’altro che piccole!). Mentre li osservate, probabilmente qualcuno osserverà voi dall’area adiacente al bar: un simpatico Cacatua rosa, che si lascia accarezzare ed ama i grattini sul collo. Qui lo vedete mentre gusta tranquillamente un ghiacciolo.

Quasi tutti gli animali che trovate nell’oasi sono amichevoli, o al contrario non si lasciano avvicinare.

C’è un’eccezione da cui dovrete guardarvi: il super – tacchino – pollo – preistorico.

Il nome reale non lo ricordiamo, ma questo volatile di 30 chili (per fortuna chiuso in un recinto!) tenterà di attaccarvi e di cibarsi della vostra carne, e lo farà emettendo uno strano suono, simile al sibilo di un serpente.

Pochi metri più avanti una piccola finestrella coperta (stile macchina fotografica della stazione) vi apre la visuale su una coppia di uccelli tra i più affascinanti; i barbagianni.

La femmina al momento sta covando e spero, alla prossima visita, di poter vedere i piccoli! L’anno scorso abbiamo avuto la fortuna di osservare 3 cuccioli di gufo, ed è una spettacolo che ricorderemo per un pezzo.

Sempre parlando di ricordi, una foto che manca è quella del castoro, che stavolta ha deciso di restare nella sua tana (osservabile da un vetro) a schiacciare un pisolino lungo tutto il pomeriggio! Durante la nostra ultima visita, lo avevamo osservato a lungo mentre si sgranocchiava una mela tenendola saldamente tra le zampette.

Come dicevo prima, alcune specie non sono avvicinabili; è il caso dell’ibis scarlatto e del fenicottero, che sono osservabili dal sentiero recintato, ed in alcuni casi nascosto, che attraversa il parco.

Nel parco è presente anche una simpaticissima coppia di cavalli selvaggi. O almeno così dicono, perchè di selvaggio non hanno proprio più niente, anzi! Sono molto curiosi e vengono a prendere le carezze che i visitatori copiosamente elargiscono. Bisogna però prestare attenzione quando il terreno è fangoso, perchè questi animali si abbeverano nelle pozzanghere, e ve le starnutiscono in faccia.

Non c’è cavallo senza cavaliere.

Cavaliere d’Italia, in questo caso.

Ce ne sono tanti in questo periodo, ancora giovani (devono essere i batuffoli di piume sui trampoli che abbiamo visto lo scorso anno!) che vivono in un piccolo stagno.

La loro giornata, per quello che abbiamo visto, si svolge a lavarsi e a mangiare.

Nell’oasi c’è anche chi si diverte, come questo simpatico cerbiatto.

Lui e tutti i suoi simili sono osservabili solo da un percorso chiuso tra finti canneti, tramite apposite fessure o vetri oscurati, per non essere spaventati.

Nonostante questo, avvertono la presenza umana e non si avvicinano al vetro per mangiare (abbiamo scoperto che si nutrono di cereali tipo cornflakes!).

Cincia si è fatta “sgamare” e hanno così iniziato una lunga partita a “un due tre stella” dove lei non riusciva a soffocare le risate.

Abbiamo parlato all’inizio della cicogna, qui la vediamo con una stretta parente, la cicogna nera. Questo bellissimo volatile vive con una compagna in una voliera a cielo aperto, assieme ad alcuni uccelli spatola e ai mignattai. Si è dimostrato abbastanza curioso, avvicinandosi a noi e eseguendo diversi “giri di ricognizione” sulle nostre teste.

La vera sorpesa di questa visita è stata quando siamo entrati nella zona tropicale, dove vive anche una coppia di bradipi (se non sapete cosa sono, probabilmente non avete visto “L’era glaciale”!) che avevano da poco avuto un piccolo, che si faceva dondolare tra le braccia della sua mamma sui rami delle piante.

Data la loro velocità, abbiamo avuto modo di osservarli con calma e a lungo, e sono veramente degli animali simpatici e dolcissimi!

Presto torneremo per vedere i colibrì, le farfalle tropicali e tutti i nuovi nati che per ora erano ancora nei gusci delle uova…

E a proposito di uova:

BUONA PASQUA A TUTTI !!!

Comments

  1. aprile 16th, 2006 | 12:21 pm

    Ma che è, il National Geographics? Questo è un reportage in piena regola! Complimenti…
    E naturalmente auguri a entrambi. :)

  2. aprile 18th, 2006 | 10:22 pm

    Càspita! I miei brevissimi post non solo arrossiscono di vergogna ma invidiano le tue splendide fotografie e non si capacitano della tua bella gitarella (e sottolineo: abbasso il carciofo!)

    Ciao :D

  3. aprile 22nd, 2006 | 10:02 am

    NYB> Grazie mille !!! Tra un pò ti stupiremo ancora… stiamo per tornare a Nervi

    SWAN> He he he… Non hai idea di quanti spunti mi abbiano dato i tuoi “brevissimi post”. Le foto sono di quella fotografa provetta di Cincia!

  4. aprile 27th, 2007 | 3:36 pm

    [...] Mi sto appassionando di brutto !!! Mercoledì ho fatto più di 200 scatti all’oasi di Sant’Alessio; trovate alcune cose sul mio account Flickr. [...]

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